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giovedì 14 gennaio 2021

Il catino di zinco – Margaret Mazzantini

Il catino di zinco è la storia di una famiglia; più precisamente è la storia della signora Antenora, nonna dell’autrice Margaret Mazzantini.

E’ questo il primo romanzo della Mazzantini, il quale racconta le vicende della nonna, una donna che attraversa molteplici situazioni diverse nell’arco di una vita vissuta fra tragedie famigliari, povertà, miseria, fascismo e molto altro ancora.

Il catino di zinco, inteso come oggetto vero e proprio, rappresenta una sorta di macchina del tempo.

Sempre presente nella casa di famiglia, è un elemento che potrebbe tranquillamente assumere in questo romanzo il ruolo di narratore. L'oggetto perde del tutto il suo scopo, diventando oggetto del passato e della memoria. 



lunedì 2 novembre 2020

Step 13: la pubblicità

Non trovando specifiche pubblicità relative all'ordinatografo, analizzo pubblicità che, secondo il mio giudizio, possano essere inerenti allo strumento preso in esame.

La prima pubblicità rappresenta la nascita delle prime compagnie aeree. Questo, secondo il mio giudizio, si può collegare all'ordinatografo per il fatto che esso essendo uno strumento topografico, rappresenta una primordiale nascita della cartografia.

Se si analizza bene, lo scopo dell'ordinatografo non è altro che quello dell'attuale GPS: individuare punti nello spazio.

                                                                                                                                                          


La seconda pubblicità rappresenta le occupazioni della vita parigina. 
E' rappresentata una donna intenta a disegnare
con strumenti moderni, ma molti simli all'ordinatografo.


      (La Vie Parisienne, France, 1910s)




martedì 27 ottobre 2020

Step 12: nel cinema

Anche in questo caso ho individuato dei film che avessero come oggetto la topografia, la scienza rappresentativa dell'ordinatografo.


commedia statunitense del 2012 diretto da Wes Anderson. Sam, l’adolescente protagonista, tenta una fuga d’amore tra i boschi servendosi di tutte le sue conoscenze d’orientamento, essendo uno scout. 
Bussole e mappe non sono mai state così utili.









Il giro del mondo in 80 giorni (Around the World in 80 Days): 
film del 1956 diretto da Michael Anderson, liberamente tratto dal romanzo Il giro del mondo in 80 giorni (1872) di Jules Verne.

martedì 20 ottobre 2020

Step 7: il mito (1)

Prendendo in considerazione la scienza individuata dall'ordinatografo, la topografia, sviluppo l'analisi sul mito.

Analizzo quindi il concetto del labirinto come l’archetipo di un’architettura intricata creata dall’uomo e simbolo del suo stesso contorto pensiero. Ciascuno di noi costruisce il proprio personale labirinto: quando incontriamo ostacoli nella vita e tentiamo di superarli, non facciamo altro che entrare e uscire da quotidiani labirinti.

Labirinto: una mappa in cui perdersi

Nei miti questo argomento è stato preso come soggetto più volte. nella narrazione della vicenda di Teseo e Arianna, ma non solo, il labirinto viene anche rappresentato in molti dei racconti moderni.

Quest’ultimo è il caso di un romanzo scritto da J. K. Rowling intitolato Harry Potter e il calice di fuoco.

" Le siepi torreggianti proiettavano ombre nere sul sentiero e, fosse perchè era erano
 così alte e fitte o perchè erano stregate, il fragore della folla circostante svanì nell'istante 
in cui misero piede nel labirinto. Harry si sentì quasi di nuovo sott'acqua."
 (Harry Potter e il calice di fuoco,  2001)